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DONI ALLE COOP NELLA FINANZIARIA DI PRODI
L’Italia è un Paese sottocapitalizzato, cioè mancano investimenti, e il governo anziché ridurre il deficit e privilegiare la spesa produttiva (investimenti) preferisce premiare la spesa pubblica e fare doni alle coop. Mentre la spesa in conto capitale scende di 3 miliardi di euro quella corrente aumenterà di 22 miliardi nel 2006 e di 44 nel 2009.
Gli Italiani pagheranno più tasse, sotto forma di maggiori imposte e contributi per trenta miliardi di euro. Vale a dire che lavoreranno nel 2008 per lo Stato fino al 20 giugno mentre nel 2006 hanno lavorato fino al 18 con una pressione fiscale record del 43/44% .
E’ importante sapere che nel 2007 il gettito medio per abitante dei quattro principali tributi comunali (Ici, addizionale IRPEF, TARSU e addizionale sull’energia elettrica) è stata di 439 euro con un aumento dell’8,5% sul 2006. In questo quadro, che definire drammatico è un eufemismo, l’irresponsabilità della “casta rossa” si manifesta in maniera intollerabile. Pensiamo alla mega festa di Hera s.p.a (ex municipalizzate) che fra i soci privati annovera moltissime coop rosse, persino i sindacati di Forlì l’hanno definita “fuoriluogo ed esagerata” perché i costi degli Stadio, di Teo Teocoli del cataring dell’affitto dei locali della Fiera saranno pagati con i soldi delle nostre bollette, mentre molte famiglie non arrivano al quindici del mese schiacciate dalle tasse del Governo Prodi. Ma si sa per i compagni Prodi, Bersani e Visco sono una pacchia e se l’Italia piange, le coop ed il capitalismo rosso ridono. Dopo le lenzuolate di regali di Bersani alle coop, che gli sprovveduti chiamano liberalizzazioni, e la via europea per far pagare l’ICI alle Chiesa, una vera e propria tassa sulla carità, i favori alle coop continuano. La finanziaria 2008 mentre taglia i fondi ai nostri militari ed alle forze dell’ordine, elargisce regali a piene mani alle coop che pagano poche tasse, quando va bene 1/3 rispetto alle imprese private.
Fra questi regali scandaloso è quello dell’esenzione ICI per gli immobili coop destinati alla conservazione dei prodotti agricoli, alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e l'allevamento, ad uso di ufficio dell'azienda agricola, alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli effettuate dalle cooperative e loro consorzi. Un regalo di una decina di milioni di euro a colossi come Coop Adriatica tolti ai Comuni che si vedranno costretti a tagliare i servizi o ad inventarsi nuove tasse. Ma le coop nella finanziaria incassano ulteriori favori, con l’equiparazione dei soci lavoratori di società cooperative ai lavoratori dipendenti (anche se le coop non hanno gli stessi doveri rispetto all’art.18 dello Statuto dei lavoratori). Questi favori si esplicano sotto la forma di credito d’imposta per l’assunzione di soci lavoratori in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise concesso, per gli anni 2008, 2009 e 2010, pari a 333/416 euro per ciascun socio coop e per ciascun mese.
Ulteriori cadeaux alle cooperative (detrazioni per oneri) sono contenuti nelle “Disposizioni in materia di accise ed ulteriori interventi nel settore tributario”: «i canoni relativi ai contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative,».
Nel mio libro “Le coop rosse” questi scenari sono delineati quindi non mi stupisco più di tanto. Voglio sperare, tuttavia, che quando il “Popolo della libertà” tornerà al Governo non si dimenticherà di fare una vera riforma della legislazione sulle cooperative senza farsi condizionare dall’UDC di turno.
Autore del libro “Le coop rosse”
Il più grande conflitto d’interessi nell’Italia del dopoguerra
Libero-FREE Febbraio 2007
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