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“Minacce da Luciano Moggi” - Fabrizio Miccoli, attualmente attaccante del Palermo, ha tenuto ‘banco’ al processo che vede imputat...
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Notizia inserita il 03/04/2008
“Minacce da Luciano Moggi”
21.06 -
Fabrizio Miccoli, attualmente attaccante del Palermo, ha tenuto ‘banco’ al processo che vede imputati a Roma, Luciano Moggi e alcuni esponenti della 'Gea’, accusati di associazione per delinquere “per aver costretto con violenze e minacce” numerosi calciatori ad affidare le loro procure proprio alla Gea.
La lunga testimonianza di Miccoli ha avuto come tema principale il suo rifiuto ad accettare quando era in forza al Perugia pur essendo di proprietà della Juventus di affidare la sua procura ad Alessandro Moggi (uno dei titolari della Gea) e dei suoi difficili rapporti con Luciano Moggi, allora direttore generale della Juventus. Il tutto risale al 2004 quando dopo aver militato nel Perugia tornò alla Juve. “Io ero già in questa squadra -ha detto Miccoli- prima che rientrassi a Torino un mio concittadino di Lecce, Antonio Conte che calciatore della Juve mi disse di affidarmi ad Alessandro Moggi perchè poteva aiutarmi per il futuro ma io non accettai perchè ero soddisfatto del mio rapporto con Francesco Caliandro che è stato sempre al mio fianco”.
Miccoli ha poi sottolineato che il fatto che il suo cartellino è stato acquistato dal Palermo gli ha ridato serenità perchè così non ha più motivo di avere rapporti con Luciano Moggi. “Con lui non sono stato mai bene. Mi rimproverava tante cose e soprattutto il fatto che portavo orecchini e minacciava di multarmi. Questi rimproveri però non venivano fatti ad altri”.
Comunque Miccoli non esclude che il rifiuto di affidare la sua procura alla Gea possa avere contribuito a creare questa ostilità unitamente al fatto che non accettò di andare a giocare in Inghilterra in prestito alla squadra del 'Portsmouth'. Durante la sua deposizione Miccoli ha anche ricordato d'aver fatto, prima di tornare alla Juve, un'intervista nel corso della quale disse che per lui tornare alla squadra bianconera rappresentava una tragedia. E questo perchè i suoi rapporti con Moggi non erano idilliaci. Ha infatti ricordato di altre minacce come: “se non vai dove dico io finirai di giocare. In Nazionale ci sei andato perchè io ti ci ho mandato”.
di Redazione Lab
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