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Milano - La Corte d'Appello di Milano ha respinto il ricorso della lista Formigoni contro l'esclusione dalle elezioni regionali del 28 marzo. In particolare la Corte d'Appello ha bocciato l'istanza di rimessione in termini presentata per il listino capeggiato da Formigoni poiché “i termini per la presentazione delle liste previsti dal legislatore sono all'evidenza perentori”.
In dettaglio, l'ufficio centrale regionale della Corte d'Appello di Milano, composto dai magistrati Domenico Bonaretti, Valter Colombo e Vincenzo Barbuto, ha respinto il ricorso della lista 'Per la Lombardia' di Formigoni per la riammissione alle elezioni e ha respinto anche la richiesta subordinata di concedere 24 ore di tempo per correggere le irregolarità rilevate.
La Corte d'Appello ha poi 'diminuito' il numero delle firme presentate dalla lista Formigoni che sono scese da 3.935 a 3.628. Da questo numero, si legge nel dispositivo della Corte d'Appello, “debbono essere detratte le firme le cui autentiche sono già state ritenute non valide da questo ufficio (514) e che i ricorrenti hanno chiesto di riconsiderare”.
Pertanto se anche fossero accettate le sentenze del Consiglio di Stato sulla autentificazione dei consiglieri comunali le firme valide sarebbero 3.628 meno 514 a cui si aggiungerebbero proprio le 136 firme mancanti del timbro identificativo del Comune. Il numero totale, anche in caso di riammissione di queste firme, sarebbe di 3.250, inferiore alla soglia minima di 3.500 firme richiesta dalla legge per potere presentare una lista. Secondo il dispositivo della Corte di Appello non può essere accettato il ricorso anche nella parte in cui si parla di interesse pubblico alla presentazione delle liste “perché l'esercizio di tale diritto non può che svolgersi nel rispetto dei limiti e delle forme previste dalla legge”.
Contro l'esclusione della lista Formigoni il centrodestra ricorrerà al Tar della Lombardia. Lo ha annunciato Massimo Corsaro, deputato e vice coordinatore lombardo del Pdl. "Questa decisione - spiega Corsaro - è stata presa dalle stesse persone che avevano deciso due giorni fa e quindi, in qualche modo, poteva essere attesa. Adesso ricorreremo al Tar e siamo molto sereni sulla decisione finale".
“Faremo ricorso al Tar e al Consiglio di Stato, ma siamo convinti delle nostre buone ragioni" ha detto Formigoni in conferenza stampa, precisando che il ricorso sarà presentato oggi. "Siamo convinti di vincere al Tar, ma sappiamo che qualcuno farà ricorso e che quindi dovremo andare anche al Consiglio di Stato" sono state le parole del governatore lombardo. Ma “siamo fiduciosi, non abbiamo alcun dubbio che il Consiglio di Stato non potrà smentire se stesso e le sue sentenze”.
"Noi - ha aggiunto - siamo certi della legalità delle firme che abbiamo presentato. Chiediamo che questo tipo di verifiche venga fatto firma per firma, data per data, luogo per luogo, autenticatore per autenticatore, su tutte le liste e i listini già ritenuti validi".
"Abbiamo già chiesto accesso agli atti in modo che questo tipo di verifica possa essere effettuato anche da parte nostra" ha proseguito Formigoni, lamentando che "la Corte d'Appello ha anche provveduto a depennare centinaia di firme senza spiegare il perché".
di Redazione Lab